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ASSUNZIONE IN PROVA

Art. 2096. Assunzione in prova.

Salvo diversa disposizione [delle norme corporative], l’assunzione del prestatore di lavoro per un periodo di prova deve risultare da atto scritto.
L’imprenditore e il prestatore di lavoro sono rispettivamente tenuti a consentire e a fare l’esperimento che forma oggetto del patto di prova.
Durante il periodo di prova ciascuna delle parti può recedere dal contratto , senza l’obbligo di preavviso o d’indennità. Se però la prova è stabilita per un tempo minimo necessario, la facoltà di recesso non può esercitarsi prima della scadenza del termine.
Compiuto il periodo di prova, l’assunzione diviene definitiva e il servizio prestato si computa nell’anzianità del prestatore di lavoro.

Ai sensi dell’articolo 2096 il patto di prova deve risultare da atto in forma scritta e deve inoltre contenere le mansioni assegnate al lavoratore. La giurisprudenza ritiene infatti che la forma scritta è necessaria ad substantiam e non solo a probationem, in difetto di ciò la clausola deve ritenersi nulla e il rapporto si intende instaurato definitivamente. (Cass. civ., sez. lav., 24 dicembre 1999, n. 14538,)

L’indicazione delle mansioni può essere fatta con riferimento alle previsioni del contratto collettivo quando questa ultime siano sufficientemente chiare e specifiche. (Cass. civ., sez. lav., 10 ottobre 2006, n. 21698)

L’onere di specificazione delle mansioni nel patto di prova , anche se non  disciplinato previsto dall’art. 2096 c.c., è dettato dalla necessità di garantire che l’esperimento assolva effettivamente la funzione per esso voluta dalla legge, garantendo al lavoratore di poter fare affidamento su un’offerta di professionalità conforme alle esigenze volute dal datore di lavoro e delimitando a detta professionalità ed esigenze la valutazione della prova, da cui unicamente dipende la scelta dell’una o dell’altra parte di continuare  ovvero di interrompere il rapporto di lavoro.

Categorie di prestatori di lavoro

Art. 2095. Categorie dei prestatori di lavoro.

I prestatori di lavoro subordinato si distinguono in dirigenti, quadri, impiegati e operai.

Le leggi speciali in relazione a ciascun ramo di produzione e alla particolare struttura dell’impresa, determinano i requisiti di appartenenza alle indicate categorie.

Non esiste nel codice una definizione di dirigente.Questa lacuna è stata colmata dalla contrattazione collettiva e dalla giurisprudenza.

La giurisprudenza individua il dirigente come “quel prestatore di lavoro che, collocato al vertice dell’organizzazione aziendale, svolge mansioni tali da caratterizzare la vita dell’azienda con scelte di respiro globale, e si pone in un rapporto di collaborazione fiduciaria con il datore di lavoro dal quale si limita a ricevere direttive di carattere generale per la cui realizzazione si avvale di ampia autonomia, ed anzi esercita i poteri dell’imprenditore (del quale è un alter ego) assumendone, anche se non sempre. la rappresentanza esterna (per cui la suddetta esclusione non si estende anche al cosiddetto pseudodirigente o dirigente meramente convenzionale, relativamente al quale le mansioni concretamente attribuite ed esercitate non hanno le caratteristiche tipiche del rapporto propriamente dirigenziale)”

L’impiegato è colui che svolge attività professionale con funzioni di collaborazione ,tanto di concetto che di ordine, eccettuata ogni prestazione che sia semplicemente di manodopera.

L’operaio è per l’inverso colui che non è qualificabile come impiegato caratterizzato dalla prestazione di manodopera.

Con l’avvento dell’inquadramento unico tale distinzione ha perso importanza ovvero un divero sistema di qualificazione professionale con più livelli comuni ad operai e impiegati.

La categoria dei quadri è costituita dai prestatori di lavoro subordinato che, pur non appartenendo alla categoria dei dirigenti, svolgano funzioni con carattere continuativo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e dell’attuazione degli obiettivi dell’impresa.

La contrattazione collettiva ha introdotto inoltre nuove categorie rispetto a quelle determinate dal codice civile come i funzionari e gli intermedi.

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