LICENZIAMENTO COLLETTIVO: esame della comunicazione

Congiuntamente alla comunicazione di cui all’articolo 4 della legge223/1991, il datore di lavoro deve allegare copia della ricevuta di versamento all’Inps a titolo di anticipazione della somma pari a nove volte il trattamento iniziale di mobilità per ciascun lavoratore che si intende licenziare. Tuttavia le imprese non soggette al regime della cassa integrazione guadagni straordinaria, con esclusione di quelle edili, sono escluse da tale forma di pagamento. Copia della comunicazione della ricevuta del versamento deve essere inviata presso la Direzione del Lavoro regionale.

Il comma 5 dell’articolo 4 della legge in questione prevede che entro sette giorni dalla data di ricevimento della comunicazione, su richiesta delle rappresentanze sindacali aziendali e delle rispettive associazioni, si deve provvedere ad un esame congiunto tra le parti al fine di analizzare le cause che hanno contribuito all’eccedenza del personale inclusa la possibilità di utilizzazione diversa di tale personale o di una sua parte nell’ambito della stessa impresa anche attraverso contratti di solidarietà e forme flessibili di lavoro.

La procedura di analisi congiunta deve ispirarsi ai principi di correttezza e buona fede pertanto devono essere fornite informazioni complete e precise. Detta procedura congiunta deve essere esaurita entro 45 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione dell’impresa(termine ridotto alla metà qualora il numero dei lavoratori interessati dalla procedura sia inferiori ai 10 ai sensi dell’articolo 4 comma 8). I termini di durata massima possono essere prolungati dal datore di lavoro senza inficiare i successivi eventuali licenziamenti(Cass 3/3/2001 n.3125).

Dell’articolo 4 comma 6 l’impresa deve inviare la risultato della consultazione per iscritto alla Direzione del Lavoro regionale ed eventuali motivazioni dell’esito negativo.

La comunicazione di esito negativo fatta sindacato non solleva il datore di lavoro dall’onere di comunicazione, mentre è irrilevante l’eventuale mancata comunicazione in caso di raggiungimento di un accordo.

Qualora non si raggiunga un accordo nella Direzione del Lavoro presso la regione deve convocare le parti per un ulteriore esame congiunto formulando proposte conciliative. Tale ulteriore procedura deve comunque esaurirsi entro 30 giorni (10 in caso di licenziamenti di meno di 10 lavoratori).

L’eventuale accordo raggiunto può prevedere il riassorbimento totale o parziale dei lavoratori eccedenti, la loro assegnazione a mansioni diverse e ulteriori da quelle precedentemente svolte e/o il distacco temporaneo dell’impresa ad un’altra. In caso di rifiuto da parte del lavoratore esso può anche essere licenziato.

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