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Mobilità | LICENZIATO

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COLLOCAZIONE IN MOBILITA

Con La procedura di mobilità lo Stato interviene per agevolare il passaggio dei lavoratori licenziati da imprese in crisi ad imprese che necessitano di manodopera. Ciò avviene mediante la collocazione di speciali liste e tramite l’erogazione di sostegno al reddito (indennità di mobilità).

mobilità

collocazione in mobilità

Il datore di lavoro che assume lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ha diritto ad alcuni benefici contributivi. Più precisamente tali agevolazioni consistono nella riduzione delle aliquote contributive nella stessa misura prevista per gli apprendisti. I lavoratori in mobilità possono essere assunti con contratto di lavoro a termine di durata non superiore a 12 mesi e qualora il datore di lavoro trasformi il contratto a tempo determinato in contratto a tempo determinato prima della scadenza, i contributi a suo carico saranno ridotti per altri 12 mesi. Nel caso invece in cui il lavoratore venga assunto direttamente con contratto a tempo determinato il datore di lavoro ha diritto al beneficio per un periodo di 18 mesi oltre un contributo economico pari al 50% dell’indennità di mobilità di cui avrebbe goduto il lavoratore qualora non fosse stato assunto.

Un ulteriore incentivo per il lavoratore licenziato per riduzione del personale consiste nella precedenza per un periodo di sei mesi qualora l’azienda decida nuove assunzioni per profili professionali corrispondenti a qualifica dei lavoratori licenziati. Hanno diritto all’iscrizione nella lista di mobilità anche i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione dell’attività di lavoro da parte di imprese che occupino anche meno di 15 dipendenti.

Articolo pubblicato prima della Legge 28.06.2012 n° 92

La mobilità: comunicazione licenziamento collettivo

La procedura da seguire per dare origine a un licenziamento collettivo è contenuta nell’articolo 24 della legge numero 223 /1991.

messa in mobilità lavoratori

 Elementi costitutivi della comunicazione.L’articolo 4 comma tre della legge 223/1991 disciplina il contenuto della comunicazione:

–    motivazioni determinantI la situazione di eccedenza di personale

–   motivazioni tecniche, organizzative e produttive per i quali si ritiene di non poter adottare misure idonee a porre rimedio alla situazione di eccedenza evitando in tutto o in parte la richiesta di mobilità

–     numero, collocazione aziendale profili professionali del personale eccedente nonché del personale abitualmente impiegato

–      tempi di attuazione del programma di mobilità

–     eventuali misure programmabili per fronteggiare le conseguenze sociali dell’attuazione del programma medesimo

–    esposizione dei criteri oggettivi per eventuali erogazioni aggiuntive ai lavoratori collocati in mobilità

La comunicazione organizzazioni sindacali deve essere dettagliata e non generica. La mancanza di uno o alcuni dei punti sopra elencati potrebbe invalidare la procedura seguita. Secondo la giurisprudenza maggioritaria la comunicazione corrisponde un preciso obbligo preventivo che non può essere sanato posteriori.

Articolo pubblicato prima della Legge 28.06.2012 n° 92

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